Un metodo semplice

(..)«Ma scusate», dice, «la devozione ai santi ha un significato speciale per il fatto che essi sono contemporanei: ci richiamano che il mistero di Cristo è presente a noi. E la vita di san Pampuri è impressionante nella sua semplicità assoluta, come quella di un contadino, di un medico di campagna che nessuno conosceva, eccetto che per la bontà con cui trattava gli ammalati. E poi se n’è andato in convento, dove non è stato riconosciuto per quello che era, ed è morto dopo tre anni così. Ma questo è il miracolo più grande di questi decenni che io conosca, perché il miracolo è il dimostrarsi della potenza con cui Iddio “mena per il naso” tutti, facendo cose grandi senza il concorso di nessuno! Perciò guardatevi dal prendere in giro i nomi dei santi e invece siatene devoti. La prima devozione deve essere ai santi contemporanei nostri. Se la Chiesa fa santo Riccardo Pampuri adesso o fa santo Giuseppe Moscati adesso è perché, attraverso di essi, vuole insegnare quello che è importante per la Chiesa oggi» (L’attrattiva Gesù, Bur, pp. 11-12).

 

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