Per lei

 

Giorgio Caproni

 

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Il presentimento d’amare

Il presentimento d’amare

Racconta bugie
anche se non servono
ci crede persino
tutte le volte
o quasi.

Inutili
viltà, lei dice,
e lo sguardo si fa severo
che lo potrei imitare
almeno quello.

Al tempo di un pioppo che cade
o mi precipita in bocca
io mi dispero e disattendo
il presentimento d’amare
l’idea puntuta di ciò che cerco.

L’amore, che ancora cerco, non dice bugie
matura al sole e non secca.
È candore
è portarsi avanti
è piuttosto sincero da dire così.

Eva Laudace

Tutto ciò che amo ha dentro il mare (La Vita Felice, 2014)

A Clemente

E poi voltando in moto sulla curva
che mette sui crinali, il figlio più piccolo
attaccato alle spalle-un istante
di respiro interrotto e
inizia il miracolo minimo, incantato
le lucciole
– sfiorano i cespugli, i lunghi rami oscuri
ridono gli occhi e tace
il puma del mio cuore
non avrò ricchezze da lasciarti
ragazzino che porterai il mio nome e quello
di mio padre, ma quando
c’è  una curva da fare e non sai
cosa ti può aspettare
prepara gli occhi, prepara il cuore
il mondo non è solo quel che più forte
appare, più forte grida
più a fondo tira, stai attaccato
bene alle mie spalle  e poi
quando la mia figura
sarà un albero nella notte guida tu
al cielo attacca la tua fronte,
offrigli la gioia, ira, pianto
-non c’è curva senza sorpresa da scoprire
e ora che le mie stanno finendo
è bello trovarsi a un nuovo inizio
cosí dolce e tremedo, nelle notti
mentre tu sorridi le lucciole ammirando…
a Clemente
Davide Rondoni

Possiamo soltanto amare

 

 

Possiamo soltanto amare

il resto non conta, non

funziona,

al mattino appaiono

la tazza, il vecchio pino, le zolle umide, il fumo

dell’alito mentre apri l’auto

nel gelo. Potevano non apparire, non arrivare

più qui, alla riva degli occhi. E l’estate

c’era, c’è nella calda bruna memoria

dei rami tagliati,

i visi diventano ricordi.

 

le voci gridate stracci silenziosi –

 

i denti conoscono il sapore

del niente, e l’oblio che ha portici

e portici infiniti.

 

Possiamo soltanto amare

strappandoci felicemente figli dalla carne

parlando d’amore continuamente

ubriachi, feriti, vili

ma con gli occhi lucenti come laser

di fiori splendidi

e il canarino nel palmo della mano.

 

Mormorare come dare baci nell’aria.

 

Il rametto profumato non si raddrizza

con i colpi della nostra ira, lo sguardo

di tuo figlio non perde il velo della tristezza

se glielo togli mille volte

dal viso…

 

Possiamo soltanto amare

fino all’ultimo nascosto spasmo

che nessuno vede

e diviene quella specie di sorriso

che si ha nell’abbraccio finalmente

di morire come scendendo nell’acqua.

 

Le stelle a miriadi saranno testimoni, e i venti

passati una volta accanto

sulla gioia profonda delle ossa

diranno: era fatto di allegria, amava,

oppure non diranno niente e poi niente

per sempre.

 

Possiamo soltanto amare,

il resto è teatro amaro

dell’impotenza sotto il sole giaguaro.

Davide Rondoni

 

Cielo di giugno

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Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell’anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell’aria. Ombre, ombre d’ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell’ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d’un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.

 

Questa poesia proviene da: Poesia di di Ada Negri – Cielo di giugno – Poesie di Giugno – Poesie.reportonline.it https://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-giugno/cielo-di-giugno-di-ada-negri.html#ixzz4kiIwQJBO

Le corrispondenze

La Nature est un temple où de vivants piliers
laissent parfois sortir de confuses paroles;
l’homme y passe à travers des forêts de symboles
qui l’observent avec des regards familiers.
Comme de longs échos qui de loin se confondent
dans une ténébreuse et profonde unité,
vaste comme la nuit et comme la clarté,
les parfums, les couleurs et les sons se répondent.
Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
doux comme les hautbois, verts comme les prairies,
– et d’autres, corrompus, riches et triomphants,
ayant l’expansion des choses infinies,
comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
qui chantent les transports de l’esprit et des sens.

 

La Natura è un tempio dove colonne dotate di vita
lasciano talora uscire parole incerte e confuse;
l’uomo attraversa foreste di simboli
che l’osservano con sguardi familiari.
Come echi prolungati che si confondono da lontano,
in un’unità oscura e profonda,
vasta come la notte e come la luce,
i profumi, i colori e i suoni si rispondono a vicenda.
Vi sono profumi freschi come carni di bambini,
dolci come gli oboi, verdi come i prati,
– e altri, corrotti, preziosi e in trionfo,
che si espandono comecose infinite, come
l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso,
che cantano le ebbrezze dello spirito e dei sensi.

 

da I fiori del male di Charles Baudelaire

Oggi

Oggi tutto mi pare valicato

Il mio cuore
oggi
non è altro
che un battito di nostalgia

(G. Ungaretti, Oggi)