Natale

NATALE
di Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

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Entro in questo amore come in una cattedrale

Entro in questo amore come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un’eco di mare, e dalle grandi volte
scende un corale antico che è fuso alla mia voce.

Tu, scelto a caso dalla sorte, ora sei l’unico,
il padre, il figlio, l’angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te, il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra restano evanescenti sogni.

Prima di entrare nella grande navata,
vivevo lieta, ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce, come un’immensa spada,
relega nel nulla tutto quanto non sei.

MARIA LUISA SPAZIANI
da La traversata dell’oasi (Mondadori)
Foto di Daniele Ferroni

syn pathos

Amicizia – “Dunque ti prego non voltarti amore/ e tu resta difendici amicizia” Per l’etimologia amicizia e amore sono la stessa cosa, anzi forse si potrebbe dire che l’amicizia è la giustizia dell’amore, perché per definizione anticamente è l’amore ricambiato. Amor ch’a nullo amato amar perdona dice il verso più famoso e meno compreso della letteratura, un dogma da fedeli d’amore che svela il segreto per essere corrisposti: Amore non perdona, a nessun amato è permesso di non riamare. Insomma l’amore non corrisposto in fondo non esiste, purché l’amato sappia di essere amato in qualche modo non potrà che riamare, il problema è che il modo spesso non coincide con quello che l’innamorato desidera, ed è così che l’amicizia finisce per sembrare ingiusta.

Eppure lo sanno bene gli adolescenti e i vecchi, quelli che iniziano ad amare e quelli che hanno amato tanto, che l’amicizia e l’amore si confondono. Tutto inizia con una simpatia, una cosa tutt’altro che leggera, dal greco syn pathos: soffrire insieme. Gli alchimisti chiamavano amicizia l’affinità di due elementi chimici, la loro attitudine a unirsi in un composto, e i grammatici studiavano le amicizie nell’alfabeto, cioè le combinazioni tra le varie lettere. L’amore inizia e finisce con l’amicizia, è qui che si annida l’atto conoscitivo dell’amare, la simpatia che genera interesse, ma anche ciò che viene dopo l’intimità. “Non può essere conosciuto nessuno se non per amicizia” dice Sant’Agostino, “Tutta la vita conoscerci l’un l’altro/ senza poterci mai imparare” dice Emily Dickinson.

http://www.parcopoesia.it/il-dogma-dei-fedeli-damore

The cats will know

Ancora cadrà la pioggia

 sui tuoi dolci selciati, 

una pioggia leggera 

come un alito o un passo. 

Ancora la brezza e l’alba 

fioriranno leggere 

come sotto il tuo passo, 

quando tu rientrerai. 

Tra fiori e davanzali 

i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni, 

ci saranno altre voci. 

Sorriderai da sola. 

I gatti lo sapranno. 

Udrai parole antiche, 

parole stanche e vane 

come i costumi smessi 

delle feste di ieri.

Farai gesti anche tu.

Risponderai parole ‒ 

viso di primavera,

 farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno, 

viso di primavera;

e la pioggia leggera, 

l’alba color giacinto, 

che dilaniano il cuore 

di chi piú non ti spera, 

sono il triste sorriso 

che sorridi da sola. 

Ci saranno altri giorni, 

altre voci e risvegli. 

Soffriremo nell’alba, 

viso di primavera.

10 Aprile 1950

Cesare Pavese

http://www.parcopoesia.it/cats-will-know#.VXTru7p3ZrM