Meeting per l’amicizia fra i popoli

“Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”

Domenica 20 agosto 2017 – Sabato 26 agosto 2017

Il titolo del prossimo Meeting per l’amicizia fra i popoli tratto dal “Faust” di J.W. Goethe (“Was du ererbt von deinen Vätern hast, erwirb es, um es zu besitzen!”) pone l’accento sul bisogno di riappropriarsi di quello che ci è stato lasciato in eredità. Che cosa abbiamo ereditato? Una somma di valori? Una storia? Delle verità?

Oggi, nell’era della post-verità, del POST-TRUTH, di cosa abbiamo bisogno per vivere? La “cascata d’informazioni”, in cui fatti veri e falsi si diffondono allo stesso modo, fa sì che ciò che è vero non sia più evidente. Ma gli uomini hanno bisogno di verità?

Sembra che non esista nulla di veramente oggettivo, siamo continuamente raggiunti da un flusso di dati, spesso non verificabili per la mole e velocità con cui vengono trasmessi, la cui unica caratteristica è quella della viralità. Si impone il MAINSTREAM, in cui la ripetizione ossessiva di una idea, di un’istanza, determina cosa è vero e giusto da seguire. Abbiamo bisogno di un CRITERIO, che ci consenta di essere liberi, per poter conoscere con adeguata certezza!

In che tipo di mondo, e di società viviamo? Le definizioni non bastano (società multiculturale, mondo globalizzato, era xpuntozero…): stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento d’epoca. La sempre maggiore debolezza delle democrazie nel mondo, gli imprevedibili scenari dettati dalla storia recente, cominciano a evidenziare gli effetti della “terza guerra mondiale a pezzi” e il conseguente sconvolgimento dell’ordine mondiale. Non c’è dunque più nulla che valga la pena di essere conservato? Ha ancora senso parlare di TRADIZIONE, di cultura occidentale? Come l’immigrazione e la sfida dell’integrazione ci interpellano? IDENTITÀ e DIALOGO rappresentano un orizzonte possibile? Se il futuro è un destino di integrazione e di pluralità, il tema dell’eredità riguarda solo la cultura occidentale?

Tutto il meglio di ciò che i padri hanno vissuto come può essere giudicato e riguadagnato?

Quali sono le sfide imposte dalle nuove TECNOLOGIE, e in che direzione esse si svilupperanno mettendo in discussione anche sistemi educativi e formativi? I nuovi algoritmi, ovvero il dna delle piattaforme dei principali motori di ricerca, social network e nuovi media prevedono, parzialmente o totalmente, la SOSTITUZIONE DEL FATTORE UMANO (l’io) con un processo automatizzato. Ci stiamo allora avvicinando ad un mondo dove non viene più riconosciuto, e anzi viene combattuto, l’io, la persona come soggetto di ESPERIENZA?

I GIOVANI oggi cosa, e da chi, ereditano? Da chi imparano? Di quali risorse, non solo economiche, dispongono? Metteremo a tema esperienze di educazione, ma ci interrogheremo anche sul tema del LAVORO, a cui verrà dedicato un innovativo e ampio spazio espositivo e una serie di incontri e appuntamenti con autorevoli personalità.

Nel contesto del prossimo Meeting, anche attraverso spazi e format rinnovati, incontreremo uomini e storie che racconteranno percorsi umani, professionali, scientifici, artistici, imprenditoriali, con al centro il desiderio di COSTRUIRE INSIEME e di affrontare con realismo e coraggio le sfide dell’oggi.

Ciò che desideriamo per il Meeting 2017 è che possa essere, in ogni suo particolare un luogo di dialogo reale dove condividere la ricchezza e la bellezza di cui ognuno è portatore con la sua storia e la sua esperienza, perché si possano intravvedere insieme percorsi possibili di costruzione condivisa, avendo come orizzonte il mondo.
Approfondimenti

https://www.meetingrimini.org/default.asp?id=904

 

Tu sei un bene per me

Tu sei un bene per me

Venerdì 19 agosto 2016 – Giovedì 25 agosto 2016

L’attuale momento storico è caratterizzato da una profonda crisi che ha come conseguenza una generale sfiducia nell’affrontare il presente e nel guardare al futuro. Si sgretolano modelli di convivenza sociale e civile che sin qui hanno garantito il bene comune, una intera generazione, quella dei NEET, ha rinunciato a studiare e a lavorare, il fenomeno dell’immigrazione e dei profughi sta investendo – dilagante e apparentemente inarrestabile- l’Italia e l’Europa intera, la violenza del terrorismo, anche dopo i tragici fatti di Parigi, cresce in modo sempre più minaccioso. L’altro, il diverso, ciò che è “fuori”, appare come una minaccia, viene visto e considerato in un’ottica per lo più strumentale e utilitaristica.

In queste drammatiche circostanze Papa Francesco ha indetto il Giubileo Straordinario della Misericordia. “Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato”.

La natura dell’uomo e la realtà stessa indicano infatti l’inesorabilità di un rapporto, di una relazione, di un incontro continuo con la realtà come prima necessità per scoprire la verità di sé e del mondo. Famiglia, figli, amici, colleghi, il povero incontrato casualmente per strada: sono sfide con cui fare i conti quotidianamente. Spesso la sostituzione delle faticose relazioni e dei “contatti” in carne ed ossa, con quelle più comode, automatiche e sempre disponibili -ma ultimamente assenti- degli ambienti virtuali possono generare una profonda solitudine, ma anche l’illusione di autonomia, di una ultima estrema libertà senza più legami da cui dipendere. L’uomo ha bisogno dell’altro, per condividere desideri, progetti, fatiche, sacrifici, paure, dolori: per condividere il motivo per cui esiste. La comunità si forma e si crea esattamente per questo.

E dunque l’io dell’uomo esiste innanzitutto come una storia, fatta di volti, di relazioni, e di circostanze che si dispiegano nel corso del tempo.

Come è possibile guardare l’altro in modo nuovo, non semplicemente tollerando il diverso, ma intravvedendo e scommettendo sul fatto che “tu” sei e rappresenti una positività ultima di cui “io” necessito per vivere? Cosa rende possibile una posizione umana come questa appena descritta?

La storia del XX secolo, con le guerre mondiali, ricorda a noi tutti il tentativo di differenti e contrapposte ideologie di eliminarsi a vicenda, di eliminare l’altro: la memoria ci riporta ad atroci sofferenze e milioni di morti, ma anche che ad un certo punto fu possibile percepire l’altro – fino a qualche giorno prima il nemico da combattere – nella sua diversità, come una risorsa, un bene: fu esattamente in quel momento storico che nacque l’Europa. Senza una esperienza di positività, in grado di abbracciare tutto e tutti, non è possibile infatti ripartire.

Attraverso mostre, spettacoli, tavole rotonde, testimonianze, il Meeting 2016, con i suoi vari linguaggi, racconterà storie di integrazione e di perdono, metterà a tema le grandi emergenze dell’oggi, farà parlare i protagonisti della cultura e dell’espressività, si confronterà con le sfide della tecnologia e dell’innovazione, proverà a guardare al lavoro e all’economia senza moralistiche demonizzazioni, farà incontrare spaccati di storia passata. Vorremmo che anche il prossimo Meeting potesse fare esplodere la bellezza di una positività e di una speranza capaci di attrarre la libertà di ognuno e di far desiderare un cambiamento per sé e per il mondo.
Approfondimenti

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