Le masse

(..)Hannah  Arendt descrive  nel suo Le origini del totalitarismo: «L’efficacia della propaganda totalitaria mette in luce una delle principali caratteristiche delle masse moderne. Esse non credono nella realtà del mondo visibile, della propria esperienza, non si fidano dei loro occhi e orecchi, ma soltanto della loro immaginazione, che può essere colpita da ciò che è apparentemente universale e in sé coerente».(..)

 

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Emanciparsi dai 5 sensi

(..)I tiranni di tutti i tempi, infatti, dimostrano la capacità e l’utilità di riscrivere la storia più volte per adattare il passato alla “linea politica” del presente o per eliminare certi dati che non rientrano nella loro ideologia. Il pensiero ideologico, in questo modo, diventa indipendente da ogni esperienza reale che di conseguenza non può comunicargli nulla di nuovo, neanche se si tratta di un evento rilevante o appena accaduto[28]. A proposito del pensiero ideologico, Hannah Arendt aveva già scritto

Emancipatosi dalla realtà dei cinque sensi…le ideologie…ordinano i fatti in un meccanismo assolutamente logico, che parte da una premessa accettata in modo assiomatico, deducendone ogni altra cosa; procedono con una coerenza che non esiste affatto nel regno della realtà[29].

Anche se l’idea di Arendt è che ad un certo punto la menzogna diventi evidente, rivelandosi antiproducente, è comunque necessario divenire consapevoli della sua esistenza come prassi politica e riconoscere figure apparentemente innocue per quello che possono essere e costituire.

In quest’ottica, oltre alle forme classiche, attualmente esistono due varietà più recenti dell’arte di mentire. La prima di queste riguarda l’attività degli esperti di pubbliche relazioni negli affari di governo che, per Arendt, non sono altro che una variante di pubblicità ed hanno quindi origine nella società dei consumi e seguono le logiche dell’economia di mercato. Come premessa psicologica predisponente alla loro azione esiste la disponibilità degli uomini e delle donne a farsi manipolare, disponibilità che è diventata oggi una delle merci più importanti sul mercato dell’opinione pubblica istruita. La cosa appare evidente nell’idea ormai comune tra gli intellettuali che la metà dell’attività politica consista nella creazione dell’immagine e l’altra metà nel far credere all’immagine creata[30].(..)

 

tratto da Laura Moschini ,L’attualità di Hanna Arendt nelle politiche di Genere. La menzogna in politica