Esser uomo ed esser poeta

Vèss òm e vèss puèta… Cum’i can
che bajèn a la lüna per natüra,
per la passiensa de stà lí a scultà…
Vèss òm e vèss puèta… ‘Na paüra
de vèss un’aria, un buff… duè murí…
Vèss òm e vèss puèta… Per la scüra
del crèss tra j òmm, desperdèss nel patí,
per returnà quèl fiìsc de la memoria
che la passiensa l’à sparagnâ nel dí.

Essere uomo ed essere poeta… Come i cani
che abbaiano alla luna per natura,
per la pazienza di star lí ad ascoltare…
Essere uomo ed essere poeta… Una paura
di essere un’aria, un soffio… dover morire…
Essere uomo ed essere poeta… Per l’oscurità
del crescere tra gli uomini, disperdersi nel patire,
per ritornare quel fischio della memoria
che la pazienza ha risparmiato nel giorno.

*

Franco Loi, da Isman, Enaudi 2002, tratto da http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/01/21/franco-loi-cume-me-pias-el-mund/

Voltati

Voltati senza dare peso, come si fa

quando i pensieri nell’aria  scivolno via,

voltati per abitudine, lenta, senza senso

come quelle donne che per strada girano

la testa per un uomo,in casa, o sulla porta,

voltati  per simpatia di un rumore lontano ,

o di una rondine su nel cielo stravolta,

voltati senza sapere, per volontà ,

di un pensiero bizzarro, o per bugia,

voltati  per ritornare, che dimenticato

ci sono io dietro le spalle per rubarti

quel niente del camminare, quel tuo andare via.

Franco Loi

Siamo poca roba

Siamo poca roba, Dio, siamo quasi niente

da “Liber” (1988)

Siamo poca roba, Dio, siamo quasi niente,
forse memoria siamo, un soffio d’aria,
ombra degli uomini che passano, i nostri parenti,
forse il ricordo d’una qualche vita perduta,
un tuono che da lontano ci richiama,
la forma che sarà di altra progenie…
Ma come facciamo pietà, quanto dolore,
e quanta vita se la porta il vento!
Andiamo senza sapere, cantando gli inni,
e a noi di ciò che eravamo non è rimasto niente.

Franco Loi