La vita è un diritto alla vita

Oggi il Belgio voterà l’estensione della legge sull’eutanasia ai minori alla Camera, dopo averla già approvata in Senato e in commissione Giustizia. Nonostante larga parte della società civile belga abbia chiesto ai parlamentari di rinviare il voto, la legge sarà molto probabilmente approvata.
Critiche al governo belga sono arrivate, oltre che dal Consiglio d’Europa, anche dal Network internazionale delle cure palliative per i bambini, che collabora con il World Health Organization e che al termine dell’annuale conferenza ha chiesto in un comunicato di «riconsiderare la legge». «Oggi non c’è più alcun bisogno dell’eutanasia», ha dichiarato a tempi.it la direttrice responsabile Joan Marston. «Le cure palliative possono rispondere in modo efficace anche alle “sofferenze insopportabili” dei bambini».

Le cure palliative non prolungano solo l’agonia dei malati?
No, sono invece un’efficace risposta all’eutanasia, che è inutile. Noi oggi possiamo alleviare le sofferenze dei bambini e aiutare le famiglie a gestire un periodo così doloroso. Abbiamo infatti le conoscenze, le capacità e i farmaci per rispondere al bisogno dei malati. Ci sono prove incontrovertibili che dimostrano che le cure palliative odierne sono in grado di gestire il dolore provocato dalle malattie più gravi e aumentare la qualità della vita del bambino e della sua famiglia.

Perché allora il Belgio punta sull’eutanasia?
Per motivi che non riguardano le “sofferenze insopportabili”, come abbiamo detto anche alla nostra conferenza con alcuni dei massimi esperti mondiali di cure palliative. Si pensa che il bambino abbia diritto alla morte, ma non è così: un bambino ha diritto alla vita. E le cure palliative non estendono la vita in modo non necessario ma permettono al paziente di vivere quello che gli resta con dignità e senza soffrire. Approvare questa legge, invece, è pericoloso.

Perché?
Non è fissato un limite di età per richiedere l’eutanasia e i bambini non possono dare un reale consenso informato su un tema così. Io sono certa che tra pochi anni, forse pochi mesi, questa legge sarà estesa anche a casi non contemplati nel testo (come già succede, ndr) e usata anche per uccidere i bambini disabili.

Molti lo ritengono un gesto compassionevole. 
Ma non lo è. Avere compassione di un bambino malato significa fare di tutto perché viva senza soffrire, garantendogli la massima qualità della vita possibile. In questo modo anche la famiglia può avere il tempo di abituarsi all’idea della morte. Bisogna ricordare, infatti, che anche per le famiglie si tratta di momenti complicati.

Cosa chiedete allora al governo belga?
Che assicuri a tutti i bambini l’accesso alle cure palliative, rispettando il loro diritto alla vita. L’eutanasia non risolve niente, priva solo queste persone della possibilità di avere cure adeguate.

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