La Verità illumina l’economia

L’Enciclica di papa Francesco, Lumen Fidei, potrebbe esser considerata la conclusione di Caritas in veritate di Benedetto XVI, quasi la risposta alla domanda finale: «Che fare?». Essa spiega che ciò che va fatto per risolvere i problemi causati dalla crisi economica, a sua volta originati dal nichilismo dominante che rifiuta la Verità, è ritrovare la fede. E non solo per la salvezza personale, quanto per tornare a creare valore per l’intera società permettendo un vero perseguimento di un vero bene comune. Persino la storia economica del mondo riflette la storia della fede in Dio.

Infatti, il vero benessere integrale dell’uomo è spirituale, intellettuale e materiale e la storia economica insegna che quando l’uomo ha ignorato o confuso i primi due, perseguendo solo quello materiale, ha creato un benessere egoistico e instabile. Si pensi alla deformazione delle dottrine economiche del mercantilismo nel XVII secolo; a quelle illuministe fisiocratiche (governo buono della natura) nel XVIII secolo; a quelle tecnocratiche del XIX secolo; a quelle immediatamente successive marxiste­materialista; alle liberal-keynesiane del XX secolo; fino a quelle relativiste-globaliste che ci hanno portato alla crisi in corso
 La storia economica del mondo è anche la storia del progressivo distacco tra morale ed economia, della progressiva autonomia morale di quest’ultima. Papa Ratzinger in Caritas in veritate ci ha insegnato che ogni scelta economica ha impatti di ordine morale e ogni visione morale provoca conseguenti scelte economiche. Ci ha insegnato anche che uno strumento non può, pertanto, avere autonomia morale. Se oggi si subisce questa crisi e si è preoccupati, per esempio, della disoccupazione giovanile, è perché per trent’anni si è costruito un sistema consumistico ‘a debito’ immorale e insostenibile che ha squilibrato il sistema economico mondiale.
La accettazione dell’idea che l’economia ha autonomia morale ha portato l’uomo a credere che parlare di ‘economia e morale’ sia un ossimoro e che l’economia vada meglio dove non c’è fede religiosa. In Lumen Fidei ci viene ricordato che la fede senza Verità è illusione e sentimento. Che cosa potrà mai essere l’economia senza la Verità che illumina il suo utilizzo in quanto strumento? Eppure è anche attraverso l’uso dell’economia che l’uomo può cambiare il mondo, santificandolo, e santificando lo stesso strumento economico. Pertanto si deve recuperare la fede per il bene dell’uomo, perché è la fede che fa trovare il vero senso della vita, stimolando la ricerca della verità in tutte le cose, economiche incluse. Ma per dare senso alla vita si deve voler cercare di comprendere la Verità.
E la Verità spiega a che cosa serve l’economia e l’uso dell’economia nel progetto di Dio. La Verità è quindi riferimento indispensabile per dar senso allo strumento economico. E la Chiesa ha questo grande compito di illuminare il senso della vita e delle azioni umane, con il suo magistero, i Sacramenti e la preghiera. Così si potrà produrre una società civile in cui l’economia possa tornare ad avere il suo proprio posto e la sua giusta importanza.
Con la fede si possono sviluppare le architetture per i veri rapporti (anche economici) umani, architetture capaci di tenere uniti. Con la fede si creano le condizioni economiche per un vero bene comune .Con la fede si creano le condizioni per formare e rafforzare quel nucleo, anche economico, che è la famiglia che crea ricchezza in infiniti modi, facendo figli (sviluppo) ed educandoli (qualità dello sviluppo). Con la fede, poi, si crea valore economico per la società perché si condividono i veri rapporti di fraternità che si fondano sulla dignità unica della persona e sul rispetto condiviso per il Creato. Economia per l’uomo, ‘sostenibile’ – in pratica – perché fondata sulla vita e sul senso della vita e delle azioni. Tutto ciò grazie alla fede. Senza la fede, nulla.

 

Ettore Gotti Tedeschi
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