Andare a fondo della natura del soggetto

 

(.)La libertà pre- suppone che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio». Le difficoltà del presente ci rendono consapevoli che «anche le strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle convinzioni che siano in grado di motivare gli uomini ad una li- bera adesione all’ordinamento comunitario» (Spe salvi, 24).

Questa è allora la grande possibilità che la cri- si offre a noi europei: riconquistare le ragioni del nostro “esistere comunitariamente”. Si tratta di una sfida inderogabile, e la ragione ce la ricorda ancora Benedetto XVI: «Poiché l’uomo rimane sempre libero e poiché la sua libertà è sempre anche fra- gile, non esisterà mai in questo mondo il regno del bene definitivamente consolidato. Chi pro- mette il mondo migliore che durerebbe irrevo- cabilmente per sempre, fa una promessa falsa; egli ignora la libertà umana». In altre parole, «le buo- ne strutture aiutano, ma da sole non bastano. L’uomo non può mai essere redento semplice- mente dall’esterno» (Spe salvi, 25).

Un elemento rende oggi ancora più ardua la strada: non abbiamo più la stessa consapevolez- za della profondità del bisogno umano che ave- vano i padri fondatori, è venuta meno una spin- ta ideale ed è diventata dominante una logica di puri interessi.

Andare alla radice della crisi cercando di capi- re tutti i fattori in gioco è l’unica strada per ri- trovare la nuova consapevolezza di cui l’Euro- pa di oggi necessita. È proprio per noi europei che è diventato vitale promuovere un dibattito reale sul presente e il futuro del Vecchio Continente, va- lutando se i tentativi fatti sin qui sono stati ade- guati alla natura della crisi. Ciò riguarda tanto l’eco- nomia quanto le sfide antropologiche. Pretende- re di risolvere le gravi questioni antropologiche che stiamo affrontando solo con gli strumenti giuri- dici è tanto inefficace quanto illusorio. Come si ren- de evidente di fronte ai problemi più radicali del- l’esistenza umana, la soluzione «non avviene di- rettamente affrontando i problemi, ma appro- fondendo la natura del soggetto che li affronta» (don Giussani, 1976).

 
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