A Clemente

E poi voltando in moto sulla curva
che mette sui crinali, il figlio più piccolo
attaccato alle spalle-un istante
di respiro interrotto e
inizia il miracolo minimo, incantato
le lucciole
– sfiorano i cespugli, i lunghi rami oscuri
ridono gli occhi e tace
il puma del mio cuore
non avrò ricchezze da lasciarti
ragazzino che porterai il mio nome e quello
di mio padre, ma quando
c’è  una curva da fare e non sai
cosa ti può aspettare
prepara gli occhi, prepara il cuore
il mondo non è solo quel che più forte
appare, più forte grida
più a fondo tira, stai attaccato
bene alle mie spalle  e poi
quando la mia figura
sarà un albero nella notte guida tu
al cielo attacca la tua fronte,
offrigli la gioia, ira, pianto
-non c’è curva senza sorpresa da scoprire
e ora che le mie stanno finendo
è bello trovarsi a un nuovo inizio
cosí dolce e tremedo, nelle notti
mentre tu sorridi le lucciole ammirando…
a Clemente
Davide Rondoni
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