Capelli spettinati

 

Nei momenti di gioia, di grazia, di felicità non si può restare pettinati. Quando corri a perdifiato con il vento in faccia; quando pedali in salita, conquisti la cima e ti getti in discesa; quando esci dall’acqua dopo una nuotata e scuoti il capo e i capelli schizzano di qua e di là e vanno dove vogliono loro perché contenti quanto te; quando offri il volto al vento e lasci a lui il compito di spettinarti, afferrandoti ogni singolo capello per fargli fare un giro di giostra; quando il compito è difficile, i conti non tornano, la formula non quadra, la traduzione s’inceppa, allora è proprio necessario passarsi le mani tra i capelli: sciogliendo loro, le idee escono dal nido e tutto si risolve. Ma se i capelli sono corti? Se ormai non ci sono più? Potrebbe essere questo un elogio per pochi fortunati ma c’è sempre il ricordo di quando eravamo giovani e, femmine e maschi, i capelli li facevamo crescere e crescere per sentirli ondeggiare, i maschi almeno una volta tra i 16 e i 22 anni han provato a farsi crescere pure la barba, lei magari non ondeggiante… I capelli spettinati sono le idee che sorridono, la fantasia che fluisce, la libertà. Quando il nostro compagno segna un gol, lo spettiniamo. Anche quando nostro figlio torna a casa con un bel voto. Se il voto è brutto, invece, gli intimiamo: almeno pèttinati!
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