Una Presenza che investe la vita

29/07/2015 – Il messaggio di Julián Carrón per i neomaturati, i laureandi e i neolaureati che partecipano al consueto gesto estivo del pellegrinaggio a piedi a Czestochowa (dal 6 all’11 agosto).

«La gioia più grande della vita dell’uomo è quella di sentire Gesù Cristo vivo e palpitante nelle carni del proprio pensiero e del proprio cuore» (don Giussani). Non c’è niente di più sconvolgente che vedere Cristo vibrare nelle nostre viscere; non come un devoto ricordo, ma come una Presenza che investe la vita.
Cari amici, andando a Czestochowa chiedete alla Madonna che il centro della vostra vita sia Cristo.
Papa Francesco ci ricorda che «il pellegrinaggio è un simbolo della vita, ci fa pensare che la vita è camminare, è un cammino». E con un gesto di carità sterminata ci avverte: «Se una persona non cammina e rimane ferma, non serve, non fa nulla. Pensate all’acqua, quando l’acqua non è nel fiume, non va avanti, ma è ferma, si corrompe. Un’anima che non cammina nella vita facendo il bene, facendo tante cose che si debbono fare per la società, per l’aiuto agli altri e anche che non cammina per la vita cercando Dio e che lo Spirito Santo ti muove da dentro, è un’anima che finisce nella mediocrità e nella miseria spirituale. Per favore: non fermatevi nella vita!». Che dono poter camminare sostenuti da un compagno così affidabile!
Così avrete qualcosa di veramente decisivo da domandare: che la vostra vita non si fermi mai, perché tutta presa da Cristo risorto: «È nel mistero della risurrezione il culmine e il colmo dell’intensità della nostra autocoscienza cristiana, perciò dell’autocoscienza nuova di me stesso, del modo con cui guardo tutte le persone e tutte le cose» (don Giussani), a cominciare da me stesso.
La Sua presenza nello sguardo, custodita nella memoria, diventi sempre più familiare in noi, così che possiamo guardare tutto con quella presenza, anche le nostre cadute, «tutti abbiamo avuto nella vita cadute, sbagli; ma se tu hai fatto uno sbaglio, alzati subito e continua a camminare. “Canta e cammina”, diceva Sant’Agostino ai suoi fedeli; camminare con la gioia e anche camminare quando il cuore è triste, ma sempre camminare. E se tu hai bisogno di fermarti, che sia per riposarti un po’ o prendere un po’ di fiato per andare avanti dopo. Canta e cammina! Sempre, canta e cammina! Voi fate questo pellegrinaggio “Accarezzati dalla misericordia”. La misericordia di Gesù perdona tutto, sempre ti aspetta, sempre ti ama tanto» (papa Francesco). Chiedete alla Madonna questa familiarità con Cristo, per testimoniare in qualsiasi ambiente in cui vi troverete a vivere – università o mondo del lavoro − la novità che Lui ha introdotto nella nostra vita.
Ma poiché siamo fragili e potreste scoraggiarvi o distrarvi lungo il pellegrinaggio, il Papa ci invita a non spaventarci di questo, sostenuti dalla luce di queste parole: «La morale cristiana non è lo sforzo titanico, volontaristico, di chi decide di essere coerente e ci riesce, una sorta di sfida solitaria di fronte al mondo. No. Questa non è la morale cristiana, è un’altra cosa. La morale cristiana è risposta, è la risposta commossa di fronte a una misericordia sorprendente, imprevedibile, addirittura “ingiusta” secondo i criteri umani, di Uno che mi conosce, conosce i miei tradimenti e mi vuole bene lo stesso, mi stima, mi abbraccia, mi chiama di nuovo, spera in me, attende da me. La morale cristiana non è non cadere mai, ma alzarsi sempre, grazie alla sua mano che ci prende».
Chi potrebbe continuare a camminare senza questa certezza? E chi potrebbe guardare la propria vita con i suoi pesi e con il fardello dei propri sbagli senza questa certezza? Immersi in questo grande Mistero, camminare insieme può essere veramente una grazia per tutti. Eppure tante volte noi vorremmo avere tutto chiaro prima di cominciare, e questo ci blocca. Immaginate un ragazzo che si innamora di una ragazza; se dicesse: «Mi butto o non mi butto? Prima di farlo devo chiarirmi le idee, devo essere certo…», come potrebbe sperare di raggiungere una certezza su quel rapporto senza rischiare? Deve cominciare a fare dei passi; e già nel primo istante ha la luce necessaria per fare il primo passo, perché quella ragazza ha destato il suo interesse, con altre non gli viene il desiderio di rivederle, ma con lei sì. Allora la rivede, e pensa che è bellissimo stare con lei e così fa un altro passo e un altro e un altro ancora. E nel tempo le cose si chiariranno. Ma noi dimentichiamo che la vita è come un seme che si sviluppa nel tempo: Giovanni e Andrea non sapevano dove Gesù li avrebbe portati, ma non hanno potuto resistere al desiderio di andare a cercarLo il giorno dopo. In quel primo incontro avevano percepito qualcosa di eccezionale, per cui era ragionevole seguire Gesù; aderendo a quello che avevano visto, camminando con Lui, nel tempo, si è chiarito tutto.

A ogni passo verso la Madonna Nera, nel sessantesimo dell’inizio del movimento e a dieci anni dalla nascita al Cielo di don Giussani, domandate per voi stessi, per me e per tutti i nostri amici sparsi nel mondo di vivere il nostro carisma secondo quanto ci ha chiesto papa Francesco: come la modalità con cui Cristo ci invita a seguirLo oggi, riconoscendo che Lui è il centro. Pregando per il Papa, chiedete di essere così semplici da seguirlo affettivamente ed effettivamente.

Insieme a voi nel cammino,
Julián Carrón

http://it.clonline.org/testi-julian-carron/default.asp?id=559&id_n=21633

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3 thoughts on “Una Presenza che investe la vita

  1. Leggere queste parole mi commuove perchè è tutta verità ciò che è scritto. E l’esempio del ragazzo nella fase dell’innamoramento calza a pennello con tutto il discorso portato avanti. Sempre bello leggerti cara Annamaria. Un abbraccio. Isabella

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