La speranza mi insegue

” Voglio fuggire, voglio non vedere, voglio restare serena, vuota…( Non ha forse una povera donna il diritto di respirare in libertà?). Ma ancora la speranza, mi circonda, mi addenta, come un lupo moribondo che digrigni i denti per l’ultima volta.”

Federico Garcia Lorca

(..) Si vorrebbe , come dice Rilke nelle sue Elegie udinesi, rinunciare ad essere umani e vegetare come le foglie e le piante- e invece c’è un dolore, un’attesa; ed  è invece proprio quel dolore a tener viva la vita.Si vorrebbe chiudere gli occhi, “lasciarsi trasportare dalla corrente del fiume”. Invece a volte, sembra dimostrare Lorca, soltanto una ferita vincola l’uomo al suo essere sempre, irriducibilmente, umano. (..) Dal di dentro di noi, come da un luogo profondo, sorge una “mano cupa”, e il suo gesto è misterioso, e sveglia  nel cuore quell’antica promessa. E si torna a desiderare quel compimento, quella grande festa della vita, il farsi definitivo dell’amore e a dire, come Rosita nel secondo atto: “Io vi aspetto come il primo giorno”:

tratto da Corrispondenze di Fabrizio Sinisi, Tracce,  Maggio 2015, pag.93

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