La dura felicità

Cuore che hai tanto sognato,

o cuor carnale,

o cuore non terminato,

cuore eterno.

Cuore puro come un bambino

o cuor neonato

il tuo candore ti difende

o fratello più grande.

Nelle tue nativitá

che sono perpetue,

nelle tue prigionie,

o giovane Natale.

Cuore non abituato,

sempre deluso,

o cuore inanimato

sempre nascente.

(…)

Cuore che hai tanto battuto,

o cuor profondo,

o cuore che non troverai

mai il fondo.

Charles Péguy,  La ballade du couer qui a tantu battu

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5 thoughts on “La dura felicità

      • Sicuramente sì. Ma, almeno a mio avviso, era un uomo diviso fra la realtà e una realtà cristiana, anzi cattolica che non condivideva. Non è un dettaglio che il poeta evidenzi il “cuor carnale”. Un poeta ferito, non poche volte tradito, da un amore ideale che nel quotidiano non hai mai incontrato.

        beppe

  1. Se leggi i suoi poemi si evince invece che ha fatto esperienza di una Grazia che è l’unica realtà cristiana. Poi ha vissuto in un contesto storico che non l’ha riconosciuto, in questo è stato tanto solo. Nemmeno la sua famiglia l’ha seguito, solo dopo la sua morte. E poi era sempre sull’orlo di un fallimento economico per il suo scrivere indipendente. Non si ritrovava più con i socialisti, schiavi di una ideologia , perché per lui il socialismo era la possibilità di vivere nella realtà la stessa giustizia celeste. Grande uomo, in tutto. Ha avuto una crisi affettiva per una donna, un amore impossibile, ma non ha ceduto ai suoi grandi valori di fedeltà e responsabilità.

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