Una mostra che è un avvenimento

«Storia di un’anima carnale. A cent’anni dalla morte di Charles Péguy»

L’apparente ossimoro della prima parte del titolo aiuta a spiegare le numerose polarità della biografia di Péguy: la povera gioventù orleanese e l’attiva maturità nel cuore della cittadella culturale parigina, il mai rinnegato socialismo e la lotta contro l’ideologia partitica, il dreyfusismo e il patriottismo, la fedeltà alla condizione di sposo e padre senza negare i sentimenti che l’hanno messa alla prova, la passione per l’amicizia e la netta rottura con chi non ne condivideva più il motivo ideale, il pungente vigore di polemista e l’afflato poetico.
Quell’apparente ossimoro dà poi ragione del filo conduttore che attraversa tutti gli scritti di Péguy: l’assoluto rispetto del reale concreto – carnale appunto – così come si pone, nell’inesausta ricerca della sua «anima». Deriva da qui la sua persistente polemica contro ogni stortura ideologica: politica o dei “sistemi” teorici, giornalistica o letteraria, pedagogica o sociologica; tutte quelle cioè che caratterizzano il «mondo moderno».

Da ultimo e soprattutto, «anima carnale» definisce compiutamente la profonda e radicale percezione dell’avvenimento cristiano propria di Péguy. Quella che gli ha permesso di scrivere le pagine indimenticabili dei Misteri e che ha suggerito a Von Balthasar di dichiarare: «Non si è mai parlato così cristiano».

La mostra riminese si pone su un registro biografico. Un percorso guidato accompagna il visitatore lungo le principali tappe di una vita (1873-1914) che, del resto, non ha avuto – a parte la morte sul campo di battaglia il primo giorno della controffensiva della Marna – eventi esterni particolarmente eclatanti, essendosi sostanzialmente consumata nel faticoso lavoro di editare i Cahiers de la quinzaine. Il percorso biografico è funzionale a far prendere contatto diretto coi testi di Péguy, autore prolifico e dalla prosa così ricca da mettere in difficoltà chi voglia estrarne degli stralci e, nel contempo, così potente da arrivare ad espressioni che suonano come indimenticabili aforismi.

Per favorire ancora di più l’immedesimazione del visitatore, la mostra offre anche quattro tappe durante le quali sarà possibile vedere la messa in scena di alcuni momenti della vita di Péguy, non tanto in chiave descrittiva, quanto piuttosto per consentire la miglior fruizione possibile del testo péguyano, che è la lettura ad alta voce.

La mostra è arricchita dal video di una intervista inedita ad Alain Finkielkraut.
L’obiettivo è, in definitiva, quello di avvicinarci il più possibile – ben consapevoli, secondo l’insegnamento di Péguy stesso, che nessuno lo può produrre a suo piacimento – ad una mostra che sia avvenimento, l’avvenimento dell’incontro con un uomo di genio.

 

http://www.meetingrimini.org/default.asp?id=673&item=5996

Annunci

4 thoughts on “Una mostra che è un avvenimento

  1. Peccato sia poco evidenziato che Charles attaccava tanto l’autorità della Chiesa quanto il socialismo che si scagliava contro l’anticlericalismo. Personaggio complesso, che purtroppo il figlio di Charles ha ridotto a un personaggio attaccato alla tradizione, mentre è più vero che fu e per la tradizione e contro di essa.

    • Hai visto la mostra ? Perchè questo è un articolo sulla mostra itinerante che è sta presentata al Meeting di Rimini. Qualche giorno fa è stata presentata in un incontro a Bari, nella mia città, ed io l’ho potuta seguire. Credo invece che sia chiara la posizione di Peguy nei confronti della Chiesa , ha sempre osteggiato il potere dei chierici ma non ha mai messo in discussione l’ istituzione. Tant’è che quando è tornato ad essere cristiano non prendeva i sacramenti perchè era sposato civilmente e la moglie non era credente.Lui era molto rispettoso della libertà sua e degli altri.Ma ha amato moltissimo il cattolicesimo, a tal punto di aver scritto delle pagina bellissime, di grande immedesimazione , toccanti.

      • Purtroppo no, così come non ho visto tante altre mostre che eppure mi interessavano. Dici bene, ha sempre osteggiato il potere clericale, che gli è stato non poco inviso; e vorrei ben vedere. Un grande uomo. Non credo che non abbia mai messo in discussione le istituzioni clericali, semmai non ha messo in discussione i sacramenti che è altra cosa. Era uomo rispettoso della libertà altrui ma teneva anche alla sua di libertà, giustamente. Sul fatto che è stato un grande poeta, questo è fuor di dubbio.

        buona domenica

        beppe

  2. Ha attaccato le istituzioni clericali perché erano asservite al potere mondano, non per la loro stessa esistenza, ma ha accettato anche la contraddizione come una via per la Grazia. Buona domenica anche a te !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...