Come prete, non ho altre ambizioni o altri scopi, se non quello di amare e imitare Cristo. Questa l’avventura affascinante della vita cristiana: ricominciare da capo ogni giorno con entusiasmo nuovo, progetti nuovi di bontà, di donazione, di amore. Ogni giorno chiedo al Signore di ridarmi l’entusiasmo e la commozione della mia prima Santa  Messa. Il corpo invecchia, ma l’amore a Cristo mantiene giovani. Del beato padreClemente Vismara, vissuto 65 anni fra i tribali della Birmania (fame, sete, guerre, povertà estrema, isolamento, malattie senza assistenza sanitaria) i suoi confratelli dicevano: «È morto a 91 anni senza mai essere invecchiato».

clemente-vismara-birmania2) Il secondo motivo di gioia è questo: l’ideale del prete è portare Dio agli uomini e gli uomini a Dio, essere a servizio del suo popolo per trasmettergli l’esperienza profonda e consolante dell’amore che Dio ha per tutti gli uomini. Quando studiavo nel ginnasio del seminario diocesano vercellese di Moncrivello, leggendo le riviste missionarie e i libri dei missionari, è nata in me la vocazione a lasciare la nostra bella Italia per portare Gesù a tutti i molti popoli che ancora non lo conoscono. La vocazione missionaria è stata una svolta importante che mi ha spalancato gli orizzonti di tutta l’umanità e dei continenti dove la Chiesa, duemila anni dopo Cristo, sta ancora nascendo. Nel settembre 1945, a 16 anni, sono venuto al Pime in via Monterosa 81 a Milano. La città era semi-distrutta dai bombardamenti, anche il Pime era stato bombardato. Gli otto anni di studio per arrivare al sacerdozio li abbiamo vissuti senza riscaldamento, con cibo scarso e povero, una regola severa che richiedeva rinunzie e mortificazioni, ma il grande ideale di portare Cristo ai popoli ci sosteneva e ci dava un entusiasmo che riscaldava il cuore e si traduceva in fraternità e cordialità, gioia, impegno, ottimismo, speranza nel futuro.

Dopo l’ordinazione sacerdotale dovevo partire per l’India, ma i superiori mi hanno trattenuto in Italia per aiutare l’anziano missionario della Cina, direttore delle riviste Pime. Prima per un anno, poi il provvisorio, a poco a poco, è diventato definitivo. Ho sofferto molto e sono andato in crisi ma ho obbedito, fin che il superiore generale, monsignor Aristide Pirovano, mi ha sistemato: «Io per te sono la voce di Dio. Stai lì dove sei che fai bene. Se in futuro cambierò idea e ti manderò in missione, te lo dirò io».

Il giornalismo missionario, sempre a servizio dell’ideale, è stato ed è la mia missione. Ho incominciato a collaborare anche con giornali laici, radio e  televisioni, e a viaggiare nelle missioni dei quattro continenti, per visitare i missionari e le giovani Chiese e portare in Italia il racconto delle meraviglie che lo Spirito Santo compie là dove nasce la Chiesa. Ancor oggi, a 84 anni compiuti, continuo ad animare il popolo italiano con gli scritti e la parola, trasmettendo la vita delle missioni e delle giovani Chiese e ricevendo in cambio tante testimonianze che questi messaggi sono buone sementi che, con l’aiuto di Dio, danno i loro frutti.

Ho terminato ricordando che la Domenica del Buon Pastore è la giornata di preghiere per le vocazioni sacerdotali e religiose. Quando sono diventato sacerdote nel 1953, eravamo nove preti viventi nati a Tronzano e 27 suore, e nel seminario di Moncrivello diversi sacerdoti del seminario mi dicevano che ero fortunato, perché «Tronzano è uno dei paesi migliori della nostra diocesi». La crisi che attraversa l’Italia, ho detto, è certamente una grave crisi politica ed economica. Ma alla radice di questa decadenza c’è la crisi di fede e di vita cristiana. Se abbandoniamo Gesù Cristo e il Vangelo, perdiamo l’anima e il senso della vita. Siamo un popolo democratico, istruito, laureato, ricco (in confronto ai miliardi di poveri nel mondo!), ma senz’anima. Ho augurato ai tronzanesi di ritornare a Gesù Cristo e al Vangelo, alla vita cristiana e alla pratica religiosa, alle famiglie che pregano assieme e rimangono unite, per ritrovare la gioia di vivere, la speranza nel futuro e dare alla Chiesa nuovi sacerdoti e suore e nuovi missionari.

Leggi di Più: Padre Gheddo festeggia 60 anni di sacerdozio | Tempi.it 

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