La sostanza di un rapporto vero tra un uomo e una donna ha a che fare con il destino dell’uno e dell’altra.

Due persone iniziano un rapporto interrogandosi sul proprio compimento, sul proprio destino.

Ecco perché la natura di questa relazione è religiosa, sin dall’innamoramento, come dimostrano anche questi versi famosi del Romeo e Giulietta di Shakespeare: «Mostrami un’amante che sia pur bellissima, a che servirà la sua bellezza se non come un segno dove io legga il nome di colei che di quella bellissima è più bella?».

Un altro/a mi appare come il portatore di un messaggio: io non sono il senso della tua vita ma insieme possiamo percorrere la strada della ricerca verso il senso della vita.

 

 

Per riconoscere questo basta la ragione: io non posso bastare a te perché tu, come me, sei fatto/a per l’Infinito. Di questo Infinito io per te e tu per me sei un segno.

Insieme vogliamo la stessa cosa: l’Infinito appunto.

Ecco perché devo usare rispetto nei suoi confronti e non mi è lecito “rottamarlo” se non corrisponde più.

 Continua a leggere: Tempi.it 

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